Retroscena su Andrea Sempio e la sua famiglia nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco. Cosa avrebbe provato a fare.
Le parole di Andrea Sempio sul Fruttolo e la colazione di Chiara Poggi nel giorno del delitto di Garlasco hanno lasciato grandi interrogativi. Come tanti punti di domanda vi sono, in generale, su tutte le dinamiche attorno a questa vicenda di cronaca. L’ultima novità riguarda un presunto tentativo proprio dell’indagato e della sua famiglia di “scappare” dalle intercettazioni.

Delitto di Garlasco: cosa filtra su Sempio e la famiglia
Nell’intricata vicenda del delitto di Garlasco e delle varie indagini sull’omicidio Chiara Poggi sarebbero emersi altri elementi legati ad Andrea Sempio e alla sua famiglia. Come riferito da Il Messaggero, poi citato anche da altri organi di stampa, negli atti depositati dalla Procura di Pavia con la chiusura delle indagini notificata al trentottenne, ci sono i soliloqui al volante della Panda e il “monitoraggio” del suo “circuito relazionale stretto, indispensabile al fine di comprendere e captare quelle sfumature che stanno permettendo di avere una visione chiara della vicenda”.
Proprio questo monitoraggio, a quanto si apprende, sarebbe stato oggetto di una mossa da parte del diretto interessato e della sua famiglia. Pare, infatti, che nei comportamenti “in chiaroscuro della famiglia Sempio”, ci sarebbe stata “la preoccupazione per i telefoni sotto controllo“, cosa che avrebbe portato ad una reazione discutibile. Insomma, ci sarebbe stato un tentativo di “sfuggire” alle intercettazioni.
Il tentativo di “scappare” dalle intercettazioni
Come riporta Il Messaggero, tra gli episodi finiti agli atti compare l’attivazione di una nuova utenza telefonica da parte di Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, avvenuta il 28 maggio 2025 a Vigevano. Secondo quanto si apprende, negli atti compare il riferimento ad una possibile strategia alternativa per discutere questioni delicate lontano da microfoni e dispositivi di ascolto.
Oltre a questo, ci sarebbe anche un altro aspetto da chiarire e che avrebbe appunto attirato l’attenzione degli investigatori. Si tratta dei rapporti tra Silvia Maria Sempio e Andrea Marchetto, ex comandante della stazione dei carabinieri di Garlasco all’epoca del delitto Poggi. Stando alle informazioni riportate da Il Messaggero, secondo la Procura, questi legami potrebbero aiutare a comprendere il contesto in cui Andrea Sempio venne inizialmente trattato dagli investigatori nel 2007, ovvero nelle fasi appena successive all’uccisione di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007.